Fabio Gianoli

INTERIOR DESIGNER

Fabio Gianoli


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3 Nità

Probabilmente non sarò il miglior Cristiano praticante, probabilmente ho una mia visione personale ma ho sempre cercato di rispettare la Grande storia della Religione, di essere una persona buona che Crede in un Dio e certo di una Vita Eterna.

Credo anche in una Chiesa, che ha sempre visto la sua interpretazione architettonica legata
all’imponenza, allo sfarzo, materiali preziosi, raccolte di doni assemblati da artisti di vari campi ma soprattutto pittori e scultori.

Tutto questo, a mio modo di vedere, allo scopo di raccontare di questa “storia” e spiegare l’importanza e la grandezza di questo Dio.
Pittori e pitture fatte di colori, simboli facilmente comprensibili, “foto”, immagini del racconto.

Cerco di parlare della mia personale interpretazione della Religione, della mia esperienza,
dal mio semplice ma rispettoso punto di vista, per arrivare a descrivere la visione di quello che vorrei diventasse il mio progetto di Chiesa, intesa come moderna “scatola” della Religione.

Che più che moderna definirei Attuale.

Ho cercato di dare una forma al mio pensiero partendo dalle mie conoscenze e dal mio modo di essere usando come parola d’ordine la Semplicità.
Ho cercato di trasformare in una semplice visione geometrica la Chiesa, fatta di nuovi contenuti materici e una mia nuova visione dei suoi simboli più grandi.

Ho cercato i suoi simboli, quelli a me significativi;
Partendo dalla Trinità, il “Segno della Croce”, quel gesto che tutti compiono e tutti i bambini imparano prima di tutto.
Nel progetto quindi, vista in pianta, la Chiesa ha una base triangolare con uno sviluppo diretto verso l’alto, partendo dal suo vertice fatto di una vasca d’acqua simbolo di Vita, la Creazione, per poi diventare la zona dell Altare e continuare verso l’alto diventando un anfiteatro con sistemati i posti a sedere.

Mi hanno sempre affascinato le visioni prospettiche molto utilizzate anche nelle opere e nelle forme; la prospettiva come profondità.
Cosi anche io ho puntato su un grande cono prospettico dalla forma semplificata dove l’obiettivo è la parte rialzata dell’altare, valorizzato da un taglio nella parete di fondo a forma di Croce ; staccato dal resto della pavimentazione da due gradini, proprio per simboleggiare quel “distacco” rispettoso nei confronti dell’altare, o Dio.

La visione dall’esterno è uno scheletro in vetro, Trasparente, la trasparenza, per fare ritrovare quella curiosità importante del voler conoscere, del guardare dentro e guardarsi dentro,
oltre al voler entrare;
Non solo per poter ammirare un segno del passato ma per volerlo vivere adesso, oggi.
La sua forma esterna vuole ricordare proprio una antica meridiana stilizzata, simbolo del tempo che passa.

La terza forma interna, la parte dell’anfiteatro, è una riproduzione in scala ridotta della forma totale dell’edificio,
Un elemento fatto a gradoni simbolo del percorso della vita, della fede, del cammino in salita,
ma senza più un unico ingresso sul fondo.
Al contrario, più punti di accesso laterali perchè ogni persona possa “scegliere” da che punto avere il proprio personale accesso.
Non una chiusura ma una totale apertura.
Le pareti laterali cieche dell’anfiteatro, al contrario delle vetrate esterne, custodiscono e mantengono l’attenzione dei fedeli rivolta all’altare.

La copertura con un unica falda inclinata e un unica gronda a “V” raccoglie le piogge verso la vasca d’acqua per mezzo di un altro simbolo, una Catena, che accompagna l’acqua verso il basso,
Questa è simbolo della sofferenza.

Ho pensato a questa Chiesa come una casa attuale per tutti, fatta di pochi materiali e colori semplici e comuni, con un solo elemento lasciato al grezzo, un grande masso sull’altare a fare da leggìo, Pietra e fondamenta di tutta la Religione.

Vorrei che la mia Architettura servisse a cambiare non solo la forma di questo edificio ma anche l’approccio, sia per chi si trova già a frequentare questo ambiente, sia per chi sta cercando il coraggio di farne parte, mettendo da parte i vecchi stili o abitudini e trasformandoli nel presente e verso il futuro.

 

Render by Stefano Mattaboni

 

 

  • Date : 27 ottobre 2016